Taglio vitalizi, ex parlamentari in rivolta

Il presidente della Camera ha illustrato il testo per il superamento dei vitalizi degli ex deputati

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La sforbiciata è pronta. Roberto Fico ha presentato la delibera per il superamento dei vitalizi presso l’ufficio di Presidenza della Camera: una misura fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle che ha rappresentato per anni uno dei suoi cavalli di battaglia, finendo persino nel contratto di governo con la Lega. Sul piede di guerra l’associazione degli ex parlamentari che minaccia una richiesta di risarcimento danni. La delibera, messa a punto dai membri 5S dell’Ufficio di presidenza di Montecitorio, è indirizzata al superamento totale del sistema vitalizi attraverso un ricalcolo col sistema contributivo.

Secondo fonti della presidenza della Camera, la delibera Fico sui vitalizi consentirebbe alla Camera un risparmio di circa 40 milioni di euro. Il “vitalizio minimo” sarà di 980 euro al mese, e andrà a chi ha fatto una sola legislatura. Il minimo per chi subirà una decurtazione superiore al 50% del vitalizio sarà di 1.470 euro.

I vitalizi erogati ad ex deputati dalla Camera sono in tutto 1.405; di questi, 1.338 saranno ricalcolati e dunque abbassati, mentre gli altri 67 non verranno ritoccati: in base alla delibera, quelli percepiti da ex deputati che hanno sulle spalle almeno 4 legislature si fermeranno al valore del 31 ottobre prossimo, alla vigilia dell’applicazione della delibera ove venga approvata. Nel lavoro che ha portato alla stesura della delibera, viene sottolineato, c’è stata una “collaborazione istituzionale con Inps e anche con Istat”.

Rosato: niente di epocale, già aboliti nel 2011  “Niente di epocale, ma tant’è: la fanfara sull’abolizione dei vitalizi oggi è ripartita”. Lo scrive su Facebook Ettore Rosato (Pd), vocepresidente della Camera. Invece, aggiunge, “non è l’abolizione dei vitalizi perché quelli non ci sono più grazie ad una delibera dell’ufficio di presidenza di Camera e Senato che li abolì definitivamente nel 2011. Oggi in realtà è stata presentata una proposta per applicare il sistema contributivo ai vitalizi di ex deputati. Cosa giusta, sia chiaro: non a caso il provvedimento è costruito sulla traccia della nostra legge, primo firmatario Matteo Richetti, che abbiamo approvato alla Camera la scorsa legislatura e che fu poi bloccata al Senato”. Del resto, prosegue, “tutte le norme per ridurre le spese eccessive della politica hanno un timbro, il nostro. È stato il Partito Democratico nella passata legislatura ad abolire il finanziamento pubblico ai partiti, a ridurre i costi delle amministrazioni, a eliminare inutili sprechi. Dunque, ben venga ogni iniziativa che riduca i costi ma restiamo coi piedi per terra: stiamo camminando su una strada già tracciata, ed è un segnale importante. Ma ora chi governa sappia che le risposte ai problemi degli italiani non si possono esaurire solo con i segnali”.