Gli Stati Uniti si ritirano dal Consiglio dei diritti umani dell’Onu

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Gli Stati Uniti si sono ritirati dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Lo ha annunciato l’ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite Nikki Haley, accusando l’istituzione di essere “un protettore dei molestatori dei diritti umani e un pozzo nero di pregiudizi politici”. Il ritiro è arrivato mentre l’amministrazione Trump è sotto il fuoco di un’intensa critica per la sua politiche di “tolleranza zero” adottata al confine con il Messico, dove nelle ultime settimane le autorità stanno separando i bambini dai genitori che cercano di entrare illegalmente negli Stati Uniti. Intanto la Russia ha avanzato la sua candidatura per il seggio del Consiglio per i diritti umani, perso alle elezioni del 2016 per le proteste innescate dal suo sostegno al regime siriano.

Proprio per questo la decisione ha ricevuto il plauso di Israele. “Il Consiglio dei Diritti Umani è da tempo nemico di coloro che veramente hanno a cuore i diritti umani nel mondo – ha detto l’ambasciatore israeliano Danny Danon -. Gli Stati Uniti hanno dimostrato ancora una volta il loro impegno alla giustizia e alla verità e la loro riluttanza a consentire all’odio cieco nei confronti di Israele nelle istituzioni internazionali di restare incontrastato”.

L’ATTACCO DI TRUMP ALLA GERMANIA
All’attacco di Angela Merkel e delle politiche migratorie che segue la Germania. Anche utilizzando dati completamente inventati, almeno secondo le verifiche compiute dal New York Times. Dopo l’ultimo affondo lanciato due giorni fa (“Non vogliamo che succeda da noi quello che sta capitando con l’immigrazione in Europa. Il popolo della Germania si sta rivoltando contro la sua leadership mentre l’immigrazione sta scuotendo la già fragile coalizione a Berlino”) Donald Trump torna ad attaccare la politica seguita dalla cancelliera tedesca.